Feltrosa 2017, a Nazzano: un’oasi di pace e bellezza a due passi da Roma

Ogni anno, a conclusione di Feltrosa, i social si riempiono di foto-ricordo dell’evento postate dai partecipanti. Nei primi anni erano poche e arricchivano i blog delle partecipanti, adesso sono un vero diluvio: Feltrosa è documentata da un diario collettivo per immagini.

Ci sono persone che nei propri profili Facebook hanno album titolati Feltrosa 2009, Feltrosa 2011 ecc. e che continuano a partecipare (e fotografare!) anno dopo anno. Persone che si sono conosciute facendo feltro assieme e che partecipano per rinsaldare delle amicizie. Insomma Feltrosa è una conferenza che è diventata una comunità affiatata.

Nata grazie a fortunate coincidenze, Feltrosa col tempo è cambiata. Da sempre è girovaga, si tiene infatti sempre in sedi differenti grazie all’aiuto di associazioni, enti e feltrai disposti a lavorare alla riuscita dell’evento. Per questo di volta in volta assume carattere diverso. Unico tratto comune è il proporre corsi per approfondire le molte tecniche dell’infeltrimento della lana e l’organizzazione di mostre, con la mia direzione artistica.

Negli anni passati, si è svolta in due importanti città laniere, Prato, nel 2010 e Biella, due anni dopo: luoghi scolpiti dalle attività manifatturiere. Entrambe le sedi, il prestigioso Museo del tessuto di Prato e l’ex lanificio Fratelli Botto, sede di Biella The Wool Company , sono begli esempi di archeologia industriale. Altri inviti sono giunti da Scanno – grazie al progetto Lana d’Abruzzo  – e nel Feltrino, a Mel – su invito dell’associazione Arte Fibre Dolomiti – due centri a forte vocazione turistica.

Vedere nuovi luoghi, spesso appartati, è diventato col tempo uno degli elementi propri di Feltrosa, e assieme ai monumenti, i paesaggi, sempre diversi – una volta vedevamo in lontananza le Dolomiti, quest’anno abbiamo ammirato la valle del Tevere – abbiamo conosciuto specialità gastronomiche e tradizioni artigiane, nella Riserva Naturale Nazzano Tevere Farfa. Una sorta di viaggio di scoperta che si rinnova di anno in anno.

All’edizione di Biella si unì Yulia, accompagnatrice turistica russa con la passione del feltro, l’anno successivo giunse con alcune amiche e l’anno dopo ancora e ancora… così quest’anno ha organizzato un gruppo di venti feltraie russe, attirate dalla fama che Felt’roza [sic!!] ha in Russia, dove se ne parla nei blog e se ne scrive sulla rivista dedicata al feltro.

Quest’anno è giunta anche Olga Antrope, appassionata moscovita che gestisce uno spazio polivalente in cui si tengono anche quattro diversi corsi ogni giorno. Freddo e tradizione aiutano, in quel vasto paese! Olga, vestita rigorosamente in abiti di feltro ha mostrato, attraverso oggetti portati appositamente, i lavori di una decina di artigiani in ascesa in Russia, specializzati in cappelli o in oggetti per la casa, abbigliamento e decorazioni.

Ma non solo turismo e corsi accendono le ‘feltrosiane’: anche quest’anno abbiamo organizzato un momenti di lavoro e scambio collettivo. Se nel 2008, Ruth Baumer aveva guidato una sorta di rito dionisiaco su ampie falde di lana, conclusosi con la realizzazione di un grande tappeto, questa edizione ha dato a ciascuna partecipante la gioia e la sorpresa di creare una piccola scultura in modalità condivisa. Diana Biscaioli, arte terapeuta esperta in feltro ad aghi ha proposto e guidato Mostrilliamo!: ispirandosi ai bestiari medioevali i partecipanti, a gruppi di sette, seduti attorno ad un tavolo, hanno iniziato a modellare una piccola scultura, passandola, dopo una decina di minuti di lavoro, alla persona seduta alla propria destra, ricevendo contestualmente l’oggetto creato da chi si trovava a sinistra. In modo circolare le piccole sculture sono tornate, con aggiunte, modifiche e stravolgimenti nelle mani di chi le aveva iniziate e sono state commentate dal gruppo. A ciascuno è restato un Mostrillo da portare a casa come ricordo.

Per il 2018 abbiamo già un invito, ma è presto per parlarne, per qualche settimana ancora vogliamo assaporare il ricordo delle cinque magnifiche giornate di quest’anno.


Fortuna vuole che nei giorni 20 e 21 maggio si tenga nella stessa sede Il Sapere delle Mani, iniziativa organizzata ogni anno dall’associazione omonima: un’ottima ragione per tornare a Nazzano!

TESTO: Eva Basile

FOTO: Silvia Mela D’Orazi – Daniel Kevorkian – Costantino Damico


Sei un artista o un artigiano o semplicemente ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram

 

Un pensiero riguardo “Feltrosa 2017, a Nazzano: un’oasi di pace e bellezza a due passi da Roma

  1. […] Ogni anno mi imbatto, più o meno fortunosamente in siti e blog in cui si parla di Feltrosa. In alcuni casi so benissimo che immagini e testi compariranno sul web: i testi e le foto li ho forniti personalmente!! E’ successo un paio di mesi fa sul blog di Io Donna e qualche settimana fa con No Serial Number. […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *