Farfalle su foglie di acero minore

Quando ho scoperto per la prima volta l’acero minore, mi trovavo lungo la strada che dalla SS 17 arriva a San Benedetto in Perillis. 

Dove si trova San Benedetto in Perillis? Sulla cima di un cucuzzolo, come tanti altri paesi dell’Abruzzo montano, affacciato sulla valle su Popoli e sulla Vale Peligna. Volendo, una volta arrivati in piazza, si può proseguire per la strada secondaria che, tra svolte e tornanti, scende verso Popoli. È la strada alternativa alla statale che, in corrispondenza del dislivello, tutti chiamano ‘le svolte di Popoli’. 

In realtà ci eravamo fermati prima del paese, all’altezza del piccolo cimitero.

In quel punto si aprono due sentieri, uno percorre un altopiano fino ad affacciarsi in direzione di Popoli e l’altro si affaccia sul Gran Sasso. Entrambi sono ideali per passeggiate alla scoperta della flora locale.

Camminando con lo sguardo rivolto in basso alla ricerca di fiori, a volte passa in secondo piano quello che abbiamo all’altezza degli occhi, o poco più.

Nell’aprile di qualche anno fa, siamo capitati al momento giusto per scoprire la delicata fioritura di questo acero dal portamento di alberello / cespuglio che attira api e insetti di ogni tipo. In questa fase le foglioline sono ancora troppo piccole per mostrare la loro forma. 

Basta passare per lo stesso punto a distanza di alcuni giorni e le foglie dalla caratteristica forma trilobata sono perfettamente visibili e ricoprono fittamente i rami. 

Il passaggio dalla scoperta ai primi esperimenti è stato veloce. L’acero minore (Acer monspessulanum) appartiene allo stesso genere di tutti gli altri aceri. Alcuni li ho già sperimentati. Conosco bene quello che riesce a ottenere Michela dalle foglie di altri aceri (ogni acero ha la sua foglia, e non sono mai identiche). Anzi credo che la varietà delle foglie di acero sia notevole, per colore e forma.

Gli aceri minori immortalati nelle immagini risalgono, in parte, alla prima passeggiata nei dintorni di San Benedetto e, in parte, all’aprile dello scorso anno. L’ultima l’ho fatta pochi giorni fa lungo una viuzza esterna al borgo medievale di Navelli, in direzione Est, durante una breve passeggiata solitaria, qualche giorno fa (le uniche consentite in tempo di distanziamento sociale o, per meglio dire, fisico). 

La raccolta delle foglie e l’esperimento di stampa, risalgono allo scorso ottobre.  La scelta del tessuto, come spesso accade, è caduta su un telo ricavato da un antico torsello. So che sfido la capacità di questi tessuti di assorbire i colori. Sono infatti realizzati in fibre vegetali (canapa, lino o cotone, spesso combinati tra loro. Impossibile dire in che percentuale!), meno disponibili ad accogliere il colore, con l’unico supporto di una mordenzatura tradizionale (allume di rocca e soda solvay). 

Mi piace in ogni caso realizzare l’intero processo con materiali vegetali su fibre vegetali. Le uniche varianti possono essere rappresentate dal ricorso a un bagno di colore (con materiali a km zero, galle, bucce di cipolla, bucce di melograne, ecc.), a supporti di legno di quercia che rilasciano tonalità più scure oppure a un supporto di ferro (alcune vecchie ‘bottiglie’ – recuperate casualmente in un terreno abbandonato). 

In questo caso, le foglie di acero sono finite su un telo che, opportunamente ripiegato, ho arrotolato su un supporto di ferro. 

Le foglie di acero, distribuite in modo più o meno uniforme, hanno lasciato la loro impronta in una bellissima tonalità marrone chiaro tendente al dorato, messa in risalto dalle tonalità scure lasciate dalla ruggine. 

(in una prova a parte, un piccolo scampolo arrotolato su supporto neutro, ha dato un magnifico giallo luminoso)

La realizzazione del pannello risale a inizio marzo, quando ancora era possibile muoversi. L’abbinamento tra le foglie distribuite sul tessuto e i bottoni a forma di farfalla, in essenze di legno diverse (‘bottoni’ è un termine inadeguato per definire queste piccole sculture realizzate da Domenico, un artigiano bravissimo) è stato studiato sul grande tavolo di Agnese, preziosa collaboratrice nei lavori di cucito per i quali le mie mani si rifiutano di collaborare! 

E ora le farfalle svolazzano allegramente tra le foglie di acero minore, sul pannello che ha trovato posto tra il divano e gli scaffali pieni di libri.

A proposito, mi manca Agnese. E già si stanno accumulando una serie di piccoli lavoretti che hanno bisogno del suo aiuto per essere completati. Ci siamo sentite per telefono, certo. Ma non è la stessa cosa. Due chiacchiere in compagnia, sulle ‘ultime’ notizie da Civitaretenga, sui lavori del momento nei campi, sul rifornimento di farro (ottimo il farro che proviene dai loro campi)  e sulle nostre collaborazioni (maglia, stampa, cucito, in tutte le variabili possibili!), sono tutta un’altra cosa!

Ma la sicurezza di tutti, soprattutto in piccoli paesi come i nostri, con una grande percentuale di anziani, viene prima di ogni altra cosa e le precauzioni non sono mai abbastanza!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


Sei un artista o un artigiano? Ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram