Ecoprint in libreria

L’apertura di una libreria è una cosa un po’ folle.

La Fondazione Caffeina Cultura ha deciso di percorrere questa strada controcorrente dopo dieci anni di esperienza nel mondo dei libri, con il Caffeina Festival.

Lo spazio a disposizione – il Teatro San Leonardo – meritava una ristrutturazione e una valorizzazione per tornare a vivere a disposizione della città di Viterbo (e non solo).

Caffeina Cultura, grazie alla collaborazione con la Diocesi di Viterbo che ha messo a disposizione gli spazi, ha avviato un progetto tutto incentrato sulla cultura, cercando e trovando la formula più adatta.

La formula utilizzata – il tris teatro, libreria, bistrot – garantisce la possibilità di aperture lunghe, di fusione e condivisione tra eventi diversi, spaziando tra spettacoli, musica, libri, arte e artigianato.

La libreria non è mai statica. Si affaccia sul teatro, è integrata con il bistrot, ospita presentazioni di libri, ha un pianoforte a coda a disposizione di pianisti, piccoli e grandi, esperti o alle prime armi, accoglie volentieri incontri con artisti e artigiani che illustrano le tecniche utilizzate. Alla base c’è l’idea che il libro (ma anche il dipinto o qualsiasi altra opera d’arte o manufatto artigianale) debba e possa essere visto da vicino.

Per tutti questi motivi, quando ho saputo che Michela Pasini ha deciso di venire a Viterbo, dalla sua Romagna, in occasione dell’inaugurazione del Caffeina Christmas Village, come direttore responsabile della Libreria Caffeina ho subito pensato a un breve incontro dedicato a presentare la sua attività di ecoprinter, ossia di professionista della stampa vegetale su tessuto.

La nostra collaborazione ha avuto inizio ormai da qualche anno e si fonda su interessi culturali complementari – tra arte, filologia e letteratura. Su questa base si realizza la fusione tra i nostri, mondi apparentemente distanti.

Conoscendola, sapevo che sarebbe arrivata con un carico prezioso: tessuti arrotolati sui supporti e ancora umidi, da srotolare davanti al pubblico per mostrare in diretta i risultati che si possono ottenere con foglie, fiori, radici; tessuti già pronti per allestire l’ambiente e, naturalmente, libri (in particolare, i titoli dell’australiana India Flint, che all’inizio degli anni novanta del secolo scorso, ha sviluppato la tecnica utilizzando le foglie delle tante varietà di eucalyptus, la pianta tipica del suo paese).

Quando Michela apre le sue borse, si ha sempre l’impressione che assomiglino  alla mitica borsa di Mary Poppins.

Anche questa volta si realizza l’incanto: il pubblico è attentissimo, la conversazione si fa vivace, le domande e le osservazioni si rincorrono, alcune persone sedute ai tavoli si avvicinano incuriosite. Altre persone si informano sulla possibilità di imparare. Nell’immediato l’unico modo è partecipare al prossimo corso di Michela, poi si vedrà!

La possibilità di condividere uno spazio tra libreria e bistrot si rivela la scelta giusta proprio in occasioni come questa. L’allestimento dei tavoli con gli ottimo prodotti proposti per l’occasione e la presenza discreta ed efficiente del personale pronto ad accogliere le ordinazioni rappresentano il valore aggiunto per una piacevole sosta culturale.

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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Un pensiero riguardo “Ecoprint in libreria

  1. […] Aprire una libreria è, per tanti aspetti, una follia. In questo caso, una sana follia culturale che vuole spaziare dai libri agli spettacoli, dall’arte all’artigianato, ospitando incontri, esposizioni, conversazioni. Il ventaglio delle possibilità è ampio. Per questo, quando Michela Pasini  mi ha comunicato che sarebbe venuta a trascorrere un weekend a Viterbo, l’ho invitata a tenere un breve incontro dedicato alla stampa vegetale (ecoprint), “alchimie naturali”! […]

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