Donne di montagna, dalla Val Maira alla Bolivia

Sono terminate le prime due avventure del Coordinamento Donne di Montagna in Bolivia: Mani per lavorare il futuro e Donne controcorrente, i progetti, finanziati dalla Tavola Valdese, hanno contribuito alla formazione di 500 donne, 150 delle quali ad un livello specializzato, grazie al lavoro volontario.

A progetti conclusi, la prima riflessione riguarda proprio la dispersione su un territorio troppo vasto. In questi anni, le richieste delle donne ci hanno portato a lavorare nei Dipartimenti di La Paz, Oruro e Cochabamba (a Vichalla, Carabuco, Peñas, Escoma, Santiago de Okola, Cochabamba, Quillacollo, Tarija, Achacachi, Higuerani, San Martin del Cerro). Se è vero, peraltro, che l’intervento di formazione è avvenuto in un raggio di territorio molto ampio e che oggi i bambini di quelle donne stanno al caldo e non rischiano bronchiti (con le loro scarpe di feltro al posto di piedini nudi e cotte di lana al posto di canottierine di cotone), proprio per la vastità del territorio, è risultato poco incisivo sul vero obiettivo, ossia influire sulla realtà economica vissuta dalle donne facendo sì che la formazione diventasse una fonte di guadagno.

Per ricominciare il lavoro intrapreso da alcuni anni, siamo ripartite dal piccolo, un piccolo profondo, tale da penetrare nella realtà e arrivare a farne parte, con in mente le parole di Ernst Friedrich Schumacher: “Al giorno d’oggi soffriamo di un’idolatria quasi universale per il gigantismo. Perciò è necessario insistere sulle virtù della piccola dimensione, almeno ovunque essa sia praticabile” (Piccolo è bello, 1973). Con l’obiettivo di costruire e condividere un modello economico e di sviluppo che, funzionando in una piccola realtà, possa essere riproducibile e riproponibile in altre. I primi due progetti avevano visto la luce e lo svolgimento sulle rive del Lago Titicaca, offeso, avvelenato, che sta morendo insieme alla sua popolazione. Da qui dovevamo ripartire, dal lago Titicaca come sistema ecologico, economico, sociale e culturale.

Il terzo progetto – SISTEMA TITICACA -, sottoposto e finanziato ancora una volta dalla Tavola Valdese, è nato dunque dopo aver vissuto per due anni sulle rive del lago e dopo aver verificato sul campo lo stato di abbandono e di disinformazione sull’inquinamento e sulle conseguenti patologie cui sono soggette le sue popolazioni. SISTEMA TITICACA si presenta come un progetto molto semplice che intende intervenire su un sistema ecologico e produttivo complessivo, modificandone con interventi rispettosi, le pratiche che ne stanno causando l’auto-distruzione.

Gli interventi prevedono un insieme di azioni a vari livelli: in agricoltura ci proponiamo di reintrodurre e moltiplicare i semi antichi per poi condividerli con le varie comunità dell’altopiano boliviano in modo da contribuire alla loro autonomia alimentare; nell’artigianato, di riscoprire le tradizioni locali viste in un’ottica innovativa; nell’alimentazione e nella medicina, i due aspetti di una corretta relazione uomo ambiente, ri-educando e fornendo informazioni. Tutto questo, recuperando i saperi tradizionali, abbandonati e sopiti a seguito dell’introduzione del modello consumistico, inquinante per ambiente e dannoso per l’essere umano.

Abbiamo trovato una nuova sede a San Giacomo di Huata, alcuni terreni e alcune serre da ristrutturare. L’agricoltura è il nostro nuovo punto di partenza e per iniziare, dovendo partire da zero, sia come conoscenze (un discorso è coltivare a 1200 metri, in Val Maira, un altro è coltivare a 3800 slm) sia come disponibilità di materia prima (i semi), abbiamo chiesto aiuto al mondo virtuale. Grazie ad alcuni gruppi che si occupano di scambio di semi su Facebook, Erbacce e dintorni e Amici dell’Orto 2, e a tanti amici – Carola, Claudia, Marco, Giuliana, Roberta, Francesco, Sara … -, sono arrivati in Bolivia circa 180 specie di semi di ortaggi, fiori e piante officinali unitamente a consigli e opuscoli.

CI siamo rimboccate le maniche e attendiamo i risultati dei semi messi a dimora, complice la terra! Speriamo di potervi far vedere presto i risultati del nostro lavoro!

TESTO E FOTO: Patrizia Palonta (Coordinamento Donne di Montagna)


Sei un artista o un artigiano o semplicemente ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram

3 pensieri riguardo “Donne di montagna, dalla Val Maira alla Bolivia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *