‘Dietro le quinte’ di un laboratorio di tintura vegetale

Nell’impossibilità di programmare un viaggio interamente sostenibile, noi di No Serial Number ci proponiamo sempre come obiettivo quello di renderlo il più sostenibile possibile con due linee strategiche:

  • utilizzare – ogni volta che è possibile – i mezzi pubblici;
  • coniugare più di un obiettivo.

Recentemente, dovendo andare a Torino per motivi di lavoro – una riunione fissata per un venerdì pomeriggio – abbiamo deciso di intraprendere il viaggio in treno e in due tappe, la prima delle quali a Cesena.

Abbiamo cercato di sfruttare le due soste nel modo migliore, anche per visitare alcuni luoghi o spazi che conoscevamo solo indirettamente.

Abbiamo già presentato il quartiere della periferia torinese che sta tornando a nuova vita dopo la crisi seguita alla chiusura o al trasferimento di alcune attività produttive, parlando del caso Laboratori di Barriera – Via Baltea.

Presto vi parleremo della visita a Casa Artusi, a Forlinpopoli, un vero spazio multifunzionale dove coesistono Biblioteca, Scuola di cucina, Ristorante, tutti nel nome di Pellegrino Artusi, autore del primo libro di ricette dedicato alla cucina.

Oggi vi presentiamo alcuni scatti colti nel laboratorio di Michela Pasini, Rosso di Robbia, situato nella zona di Santarcangelo di Romagna (a Poggio Berni). Siamo arrivati da Michela per parlare di alcuni progetti in fieri e per ritirare un lavoro realizzato con una lana tinta in un verde ‘misterioso’, ossia ancora in fase sperimentale (lo trovate a questo link): è ottenuto da scarti vegetali ma Michela non rivela ancora di che tipo  scarti si tratta proprio perché non è sicura della resistenza nel tempo del colore.

Realizzare bene due capi con questo filato è stato un rischio, ma la tonalità di verde risultato di questa sperimentazione è troppo bella per rinunciare! Diciamo che abbiamo rischiato in modo consapevole.

Michela sta preparando tutto l’occorrente per un corso che si terrà nel prossimo weekend: sui tavoli campioni di tessuto e di filati da cui sta pazientemente ricavando tante matassine, una per ogni tipo di filato e una per ogni partecipante al corso. Stanno per arrivare da ogni parte d’Italia e non solo, anche dalla Francia.

Con la sua autorizzazione, cogliamo le immagini di alcuni capi in mostra, degli attrezzi di lavoro in rassegna sugli scaffali, delle matasse di filati, mentre ripensiamo a quando ci siamo incontrati la prima volta, alcuni anni fa a Passatempi e Passioni quando era ancora realizzata a Forlì. Da quel giorno, abbiamo iniziato una collaborazione costante che si traduce, appena possibile in raccolte di materiale in giro per campi e boschi.

Fotografiamo anche molto altro ma si tratta di lavoro ancora in fase sperimentale … per ora si tratta di foto che rimangono in archivio, in attesa dell’autorizzazione a pubblicarle!

TESTO E FOTO: No Serial Number


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