Dietro L’Antina, oltre il denaro. Storia di un progetto di condivisione

I cassetti, in questo negozio, non sono ancorati alla scrivania e chiusi a chiave, pieni di sogni stipati e soffocati.

Qui i cassetti sono appesi alle pareti, hanno lo sfondo blu e fungono da mensole.

L’abbigliamento esposto è tutto di seconda mano, lavato con detersivi ecologici e suddiviso per genere e taglia su stendini e scaffali.

Foto 1 – Le camicie non più utilizzabili possono diventare bellissimi copricuscini. Qui il tutorial

Gli accessori e gli oggetti che completano l’assortimento sono tutti realizzati a mano con materiali di recupero da piccoli artigiani o cooperative sociali, che possono così vedere sostenuta la propria attività.

Foto 2 – I regoli di scuola non vi servono più? Perché non trasformarli in coloratissimi orecchini?

La vetrina, oltre che di tutte queste cose, è fitta di cartelli, annunci e locandine. Nonostante lo spazio ridotto, a L’Antina – nel centro storico di Vigevano, in provincia di Pavia – si propongono spesso laboratori creativi, iniziative solidali, corsi di riciclo e swap party, ossia serate in cui portare i vestiti non più in uso e scambiarli con quelli degli altri.

Foto 3 – Le passamanerie-gioiello di Serena Cox

Perché non si tratta solo di vendere. L’obiettivo è più ambizioso: proporre un approccio più responsabile al consumo di abbigliamento, mettere al centro la condivisione, valorizzare la creatività autentica, favorire lo scambio non regolato dal denaro, ridare centralità all’essere umano e alle sue relazioni.

Foto 4 – Vietato buttare le bustine del the: possono diventare pratiche tovagliette per la colazione!

Come ideatrice e titolare di questo spazio, mi piace guardare a L’Antina come a un insieme disordinato e festoso di mani operose.

In questo insieme ci sono le mani sapienti di Mariabarbara, amica storica e artista delle cerniere e del riciclo, autrice dei tutorial che ogni mese pubblichiamo insieme on line per spiegare come riutilizzare in modo creativo capi e accessori. Poi ci sono le mani di Serena, che realizza capi morbidi e pieni di fiori e riesce a rendere le passamanerie gioielli speciali. E ancora ci sono le mani di Lara che con il feltro, lavorato interamente da lei, realizza delle vere e proprie opere d’arte da indossare. Ma su tutte ci sono le mani – tantissime – delle persone che, da ottobre ad oggi, hanno confezionato centinaia di quadrati di lana per realizzare una coperta collettiva che a breve verrà donata ad una casa famiglia della zona. Un piccolo gesto, di cui L’Antina si è fatta promotrice insieme all’associazione A Casa di Maru, che ha permesso anche a donne anziane di riscoprire una manualità ormai sopita. Una grande, grandissima soddisfazione. Perché le mani – e con loro l’abilità, la generosità e la condivisione di tempo e saperi – non hanno prezzo, non c’entrano nulla con le leggi di mercato ma danno davvero un senso. L’unico senso possibile.

Foto 5 – L’Antina si trova a Vigevano (PV), in Via del Popolo 8

TESTO E FOTO: Maddalena Cassuoli


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