Dall’argilla alla ceramica. Estromania il laboratorio “senza regola d’arte”

Gli ospiti delle strutture della Cooperativa sociale Integra sono sempre presenti alle iniziative di Caffeina, Festival e Christmas Village. 

La loro presenza – entusiasta e collaborativa – è una sicurezza. 

Il loro primo obiettivo è presentare i manufatti che nascono dalle loro mani durante il laboratorio di ceramica.

Il valore aggiunto della loro presenza è la disponibilità, la partecipazione, la passione con cui si sentono parte del loro progetto laboratoriale e del progetto Caffeina. Non si tirano mai indietro gli ospiti  – non li chiamo per nome perché potrei dimenticare l’uno o l’altro – di fronte alle esigenze piccole o grandi che sempre si presentano e che in qualche modo si risolvono nella grande macchina messa in moto da Caffeina Cultura. 

Ecco, mi piace presentarli così, anche in questa occasione, dopo la visita alla mostra allestita nella Sala Gatti in occasione del Festival Caffeina 2018. 

Sono entrata nel primo pomeriggio nella sala. Il colpo d’occhio è veramente notevole. Nella sala – di per sé bellissima – l’allestimento, realizzato con materiali poveri e di recupero – legno e cassette -, mette in risalto le linee architettoniche della sala, esalta il colore della pietra e, al tempo stesso, fa convergere lo sguardo del visitatore sui lavori dei partecipanti al laboratorio. 

Lo sguardo coglie le opere nell’insieme poi, gradualmente, seguendo il percorso prescelto, si sofferma sulle forme nate dalla manipolazione dell’argilla e dalla scelta dei colori, attorno al tema dominante: il mare.

Un passo dopo l’altro, si snodano le forme e i colori dell’acqua nelle opere che hanno imprigionato le onde nel loro incessante movimento, le conchiglie ormai disabitate, il popolo del mare nella sua incredibile varietà di colori e forme, ora sinuose ora inquietanti, nel grande vaso che ha imprigionato le onde in forme concentriche come nei contenitori più piccoli che quasi riproducono lo sbuffare delle onde.

Anche le opere semilavorate – brocche, tazze e tazzine sulle quali i partecipanti hanno esercitato la loro fantasia con i colori – richiama lo stesso tema. 

Poi, accanto allo scorfano, al cavalluccio marino, alla conchiglia abbandonata compaiono le teste: una, due, tre, tante teste: mi piace immaginare che rappresentino i pescatori, ossia il popolo di lavoratori del mare che conoscono il mare da vicino, in tutte le sue varianti – dalla calma piatta alla burrasca -, così come le innumerevoli creature che lo abitano. 

E dietro ogni opera mi piace immaginare le mani che hanno manipolato il materiale allo stato grezzo arrivando a risultati notevoli.

Frutto di estro e passione creativa. Estromania. 

Un grazie ai partecipanti, tutti, quelli che conosco e quelli che non ho ancora incontrato, al responsabile del progetto, al conduttore del Laboratorio, agli operatori del Laboratorio!

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi 


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