Colori di maggio

Si ricomincia a passeggiare con più tranquillità, mascherina e guanti a portata di mano. Così se si incontra qualche paesano ci si può fermare a scambiare due chiacchiere. A debita distanza.

Ma, solitamente, non si incontra nessuno. 

Per capire come si vive in un paese, è importante avere presente il rapporto tra l’estensione del territorio comunale e il numero dei residenti. Per il comune di Navelli il territorio è pari a 42 km2 e il numero di residenti equivale a 520 persone. 12 persone circa per 42 km2.

Per questo, pur tenendo conto che la popolazione vive tutta in paese (le zone appenniniche, dai 700 msl in su, non sono zone di case e casali isolati) e che, in realtà, non tutti sono stabilmente presenti in paese, la probabilità di incontrare qualcuno durante una passeggiata  è piuttosto scarsa. 

Da questo punto di vista, le probabilità di contagio sono minime e, nonostante questo, tutti rispettano scrupolosamente le indicazioni. 

Dal 3 luglio, se tutti continueranno a rispettare le disposizioni, si potrà riprendere la consuetudine di un weekend fuori città. Navelli e tutti i paesi come Navelli, arroccati sui colli degli Appennini sono mete perfette.

C’è tanto da vedere, tanto su cui riflettere, tanto da scoprire.

L’aria di abbandono può sconcertare le persone abituate alla città. Ma è proprio quest’aria di (apparente) abbandono che garantisce una qualità della vita eccezionalmente pura, un contatto ravvicinato con la natura, con i suoi colori e i suoi suoni. 

Tutti questi aspetti, in questo periodo di distanziamento sociale, sono risultati amplificati dalla drastica di diminuzione dei rumori provocati dall’uomo.

Così, durante una passeggiata negli immediati dintorni del borgo, si possono scoprire i colori di maggio.

Il rosso dei papaveri nelle campi coltivati, che diventano disegni di figure geometriche.

Il giallo del guado (Isatis tinctoria) tra un campo coltivato e l’altro. Il rosso dell’Adonide che si definisce sullo sfondo verde dei campi coltivati a cereali.

O, ancora, il giallo del maggiociondolo o quello dei fiorellini dell’Erucago campestris, commestibile, ‘matroni’ in dialetto.  

O quello del maggiociondolo, perché le sfumature di giallo sono tantissime!

Poi, nelle strade di paese, allestimenti fioriti di ogni genere, nei pressi delle case abitate.

Un mondo fatto di silenzio, solitudine e storia, dove è possibile trascorrere qualche giorno in tutta tranquillità!

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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