Un colore autunnale? Il colore del vino!

Sono sempre stata affascinata dall’antica arte di ottenere i pigmenti da elementi naturali e, ultimamente, mi sono dedicata a cercare un modo per sostituire i classici acquerelli che uso per colorare la carta di riso con altri colori naturali.

Non sapendo da dove iniziare e avendo poco tempo a disposizione, ho deciso di cominciare ponendomi una semplice domanda: ho qualcosa in casa da cui poter estrarre un pigmento in modo semplice e veloce? Dopo aver passato ai raggi X il frigo, senza escludere dalle varie possibilità nessun alimento e bevanda, rischiando di sfiorare il ridicolo, sono finalmente giunta a una soluzione: il vino!

Come si sa, il vino è una bevanda immancabile nelle case di gran parte degli italiani e, in alcune zone delle Langhe e del Roero, il territorio in cui vivo, è parte importante della tradizione gastronomica locale. Dopo una ricerca, ho scoperto che oltre ad essere una bevanda, possiede i due migliori requisiti per diventare un acquerello naturale: ha un bellissimo colore intenso ed è ricco di tannini.

Per ottenere il pigmento è necessaria la parte più densa della bevanda, la cosiddetta “posa”: facendo evaporare al sole tutto il liquido, si ottiene una polvere pastosa di colore violaceo che si conserva per diverso tempo, proprio come una tempera o un acquerello. Diluendo questo composto con l’acqua (o con altro vino) è possibile colorare la carta di riso.

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Le tonalità che si ottengono passano dal rosso al viola e decadono facilmente verso il marrone una volta trattate con il vetrificante. Con mio grande stupore ho notato che la superficie della carta rimane “glitterata” se esposta alla luce, probabilmente per merito delle sostanze zuccherine che si depositano dopo l’evaporazione della fase acquosa.

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Una volta colorata la carta, procedo facendola aderire sulla struttura di rame e trattandola con un vetrificante (per informazioni sul procedimento, si può leggere Vita spensierata di un gioiello in carta di riso).

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L’effetto finale è molto delicato: la carta di riso, come sempre, assume un aspetto traslucido e vitreo e sembra inglobare il colore, che si presenta più intenso e denso rispetto ad un normale acquerello, per un effetto naturale e sobrio, direi molto “autunnale”.

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Come inizio mi piace! E ora andrò alla ricerca di altri pigmenti…direttamente dalla dispensa!

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Una curiosità: da vari tipi di vino rosso è possibile ottenere molte tonalità! Vi invito a visionare i “vinarelli” di Maurizia Gentili, da cui ho preso spunto per ottenere il pigmento.

TESTO E FOTO DI EMMA PALLOTTA


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