Fuga in giardino (in attesa del Caffeina Festival)

Mancano pochi giorni all’inizio del Caffeina Festival: i preparativi fervono, gli ordini sono partiti, qualche dimenticanza dell’ultimo minuto viene risolta nell’immediato grazie alla cooperazione di tutti.

Molte cose si possono fare a distanza.

Ne approfitto per una rapida sortita nel borgo medievale dove ci siamo stabiliti ormai tanti anni fa.

Ai margini di una delle porte del borgo che oggi è un museo a cielo aperto, vicino a Al borgo antico – Navelli, nato come rifugio per quando la famiglia è proprio al completo e divenuto il destinatario della passione per l’arredamento – c’è il nostro giardino disordinato.

Un giardino tipicamente di montagna. Per questo, affacciato sulla valle – la piana di Navelli – e sulle montagne in direzione ovest, quando la stagione – come spesso accade – è avara di pioggia, già a giugno  stenta un po’ e gli alberi da frutta fanno veramente fatica a portare avanti i loro frutti.

Quest’anno la pioggia ha dato una sterzata alla stagione. In città è indubbiamente fastidiosa, soprattutto quando si protrae per giorni e giorni. Ma all’aperto i suoi effetti sono efficaci e visibilissimi.

Parto da Viterbo che minaccia pioggia. Lungo la strada verso Terni un altro sgrullone. Affronto l’ultima parte in treno. Oddio, è un’unica carrozza, lenta quanto basta per sembrare arrivata da un mondo lontano, che arranca piuttosto faticosamente verso le montagne d’Abruzzo.

Un percorso non facile. Ma alla fine sono a casa.

Motivi per qualche giorno a casa ce ne sono tanti. Quello principale, peraltro, è riuscire a cogliere il giardino in questa primavera insolitamente piovosa. Non capitava da anni. E il giardino ne soffriva. Quest’anno la natura ha esagerato, per recuperare gli anni di magra.

Le piante sono tutte rigogliose. Gli alberi da frutto – meli, prugni, mandorli – carichi. Le rose mostrano ancora i segni di una fioritura eccezionale. I gigli hanno creato una magnifica macchia bianca.

La vite ha interamente ricoperto il gazebo, perfettamente ombreggiato. I lilla sono diventati altissimi. Se la stagione mantiene questo ritmo, ci saranno marmellate assicurate per i prossimi due anni e frutta assicurata fino all’autunno inoltrato.

Effetto benefico delle piogge primaverili.

TESTO E FOTO:Rosa Rossi


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