Bibliotecando …  (seconda puntata)

Una biblioteca, si sa, è una cosa diversa da una libreria.

Questo nuovo articolo dedicato a un ambiente speciale avrebbe bisogno di una premessa. La premessa peraltro si trova già nella prima puntata.

Prima di continuare, potete rileggerla.

In questo modo tutto quello che segue, avrà un senso perché vi racconto di libri dimenticati che ritornano a nuova vita. Si tratta di libri posti in bell’ordine in biblioteche private, antichi o vintage (risalgono tutti al secolo scorso, molti alla prima metà), in alcuni casi degni di librerie antiquarie.

Stanno approdando, grazie alle donazioni, nella Biblioteca allestita nella sede della Fondazione Caffeina (Circolo Cittadino Viterbo), in via dei Pellegrini 23 Viterbo (Piazza del Gesù).

Da biblioteca a biblioteca, direte! Verissimo, ma con una prima differenza sostanziale: la Biblioteca Caffeina tra pochi giorni sarà destinata non solo ai soci ma anche a un pubblico più vasto.

Come sarà possibile?

Presto detto: a breve l’intero catalogo dei libri presenti nella biblioteca sarà accessibile anche dalla Libreria Caffeina.

Poniamo il caso che cerchiate un libro e non lo troviate in libreria. Oppure che in realtà avete trovato più di un libro che vorreste acquistare, ma la spesa vi sembra eccessiva. Una breve verifica e il libraio potrà verificare se il libro o i libri in questione si trovano anche in biblioteca. Se si trova nel catalogo, potete decidere di prenderlo in prestito e magari di acquistare altro o, semplicemente, di rinviare l’acquisto.

Ci saranno alcune eccezioni, quelle di libri che hanno un valore particolare: le prime edizioni, i testi molto antichi o quelli autografati eccezionalmente dall’autore (come il caso di

La scoperta di Milano di Guareschi, che trovate nella prima puntata di “Bibliotecando”).  Questi libri potranno essere consultati comodamente nella sede di Caffeina.

Quale opportunità vi raccontiamo oggi? Due classici, intramontabili, nella loro versione ‘antica’.

Cominciamo dal primo:

“Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia segnalò la nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli. Come al solito, un pilota costiere partì subito dal porto, costeggiò il Castello d’If e abbordò la nave  fra il capo di Morgion e l’isola di Rion. Subito, come sempre avveniva, la spianata del forte di San Giovanni si ricoperse di curiosi; poiché è sempre un avvenimento di una certa importanza, a Marsiglia, l’arrivo di un bastimento, soprattutto quando si tratta di un bastimento come il Faraone, costruito, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Foce ed appartenente ad un armatore della città”.

Si tratta dell’incipit di Il Conte di Montecristo di Alessandro Dumas.

L’edizione presente nella biblioteca risale al 1937 (Edizioni A. Barion, CASA PER EDIZIONI POPOLARI – S.A. Sesto San Giovanni, Milano) ed è in tre volumi.

La prima pubblicazione del romanzo di Alessandro Dumas, a puntate, risale al periodo 1844-1846.

Le pubblicazioni più recenti sono almeno quattro di altrettante case editrici.

Scegliere di leggerlo nella versione del 1938 significa entrare in contatto con la storia dell’editoria italiana, in particolare con una casa editrice come quella fondata da Attilio Barion, distintasi nella diffusione della cultura a livello popolare (un altro editore di inizio Novecento, A. F. Formiggini, lo definiva ‘l’editore tipo delle bancarelle’ nel suo (Dizionarietto rompitascabile, Stampa alternativa 1994).

Dalla letteratura francese a quella russa, con la seconda proposta. Si tratta dei Racconti di Pietroburgo di Nicolaj Gogol (1809 a Velyki Soročynci oggi in Ucraina – 1852 a Mosca), uno dei grandi della letteratura dell’Ottocento, in un’edizione storica: la quinta ristampa della prima edizione nella Biblioteca Universale Rizzoli (BUR) che risale 1949, ossia all’anno in cui ha avuto inizio la prima serie della collana (1949 – 1972), dalla classica copertina grigia che ha fatto parte integrante della vita di una generazione di lettori, compresa quella di chi scrive!).

L’importanza dell’edizione è rappresentata dal nome del traduttore: si tratta infatti di Tommaso Landolfi (Pico, 9 agosto 1908 – Ronciglione, 8 luglio 1979), autore ripubblicato dalla Casa Editrice Adelphi con una vicenda biografica complicata e una produzione letteraria complessa. Ma Landolfi, con una formazione in lingua tedesca e russa, è stato traduttore ancora prima di essere autore, come nel caso dei racconti di Gogol con il quale deve avere trovato una certa affinità per il carattere satirico di molte pagine.

Anche in questo caso, potete scegliere tra un’edizione recente o per un’immersione di qualche ora nella storia editoriale italiana! (tra qualche giorno: proprio oggi i volumi presentati saranno delle mani del bibliotecario!).

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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