Bambini protagonisti per un pubblico di adulti

Ci sono titoli che oscurano gli autori. 

Un caso esemplare è Mary Poppins (un solo titolo ha oscurato non solo l’autrice ma anche tutti gli altri suoi titoli: Mary Poppins Comes Back, Mary Poppins Opens the Door, Mary Poppins in the Park, Mary Poppins in Cherry Tree Lane / Mary Poppins and the House Next Door solo alcuni dei quali sono stati tradotti in italiano e non sono facilmente reperibili!)

Un altro è Piccole donne che ha esercitato un oscuramento meno forte sugli altri titoli (Piccole donne crescono, Piccoli uomini, I ragazzi di Jo) ma altrettanto forte sul nome dell’autrice. 

C’è poi quello di Il vento nei salici.

Non se ne contano le edizioni, le riduzioni, gli adattamenti per il teatro (famoso quello di Alan A. Milne, Toad of Toad Hall, 1929), le rivisitazioni, le illustrazioni per bambini di tutte le età dalla prima edizione inglese (1908) alla prima traduzione italiana di un grande scrittore, Beppe Fenoglio, pubblicata da Einaudi nel 1982.

Sono talmente tante che il testo è diventato, per così dire, autonomo, rispetto all’autore, Kenneth Grahame, del quale si conosce, solitamente, poco o niente. 

Generalmente considerato un libro per bambini, è in realtà un libro che gli adulti dovrebbero leggere, nella sua versione integrale.

Perché l’autore lo ha scritto per il suo unico figlio, al quale spediva i capitoli quando era lontano da casa per il suo lavoro di segretario della Bank of England, come guida sulla strada per diventare adulto.

E, dunque, l’avventura dei personaggi antropomorfi in giro per la campagna inglese ha molto da insegnare a bambini, ragazzi, adulti, esattamente come le favole con protagonisti gli animali, da Esopo in poi.

Che Il vento nei salici sia perfettamente adeguato anche per lettori adulti è confermato da un altro titolo di Grahame, L’età d’oro, pubblicato dalla casa editrice Adelphi (20133) con le suggestive illustrazioni originali di Maxfield Parrish. 

SI tratta di un insieme di prose in cui l’autore, giunto all’età adulta (quando il libro è pubblicato, nel 1895, ha 36 anni), ripercorre gli anni dell’infanzia, trascorsi insieme ai fratelli, nella tenuta di campagna della nonna, con zii, precettori, personale di servizio, a causa della morte prematura della propria madre. 

I ricordi si snodano tra interni (dove i ragazzi sono tenuti a seguire le lezioni impartite sistematicamente dai precettori, fino al momento di trasferirsi nel college per gli studi superiori) ed esterni.

Il dentro rappresenta il mondo degli adulti e delle regole.

L’esterno è il mondo dei vagabondaggi, delle avventure, delle scappatelle, tra giardino, prati, stradine di campagna e incursioni nei villaggi vicini. E’ un mondo di incontri reali (casuali, imprevisti, a volte indesiderati). E di incontri immaginari, dove un vecchio tronco diviene la nave Argo che permette di impersonare, senza tema di smentita, Giasone e i suoi compagni alla conquista del vello d’oro.

Perché le avventure bucoliche dei ragazzi sono ispirate agli argomenti di studio, i classici in prima linea, dai quali fuggono ogni volta che riescono a sottrarsi alle lezioni dei precettori ma che comunque costituiscono il punto di riferimento imprescindibile per la loro formazione. Gli adulti, zie e zii, sono gli avversari da evitare, da imitare, da canzonare all’occorrenza (sono usciti dall’età giovanile conquistando il titolo di Olimpii, ossia adulti).   

È frutto di un autore giunto all’età adulta con la freschezza e la sensibilità per mantenere vivo il ricordo dell’infanzia. Lo stesso autore che, di lì a dieci anni, comincerà a scrivere i capitoli di Il vento nei salici per il figlio ancora bambino che, ironia della sorte, all’età adulta non arriverà mai: muore, infatti, qualche giorno prima di compiere 20 anni.

Post scriptum: il nome Alan A. Milne non vi dice niente? 

E se lo sostituisco con Winnie-The-Pooh? 

 

TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Elia Palange


Sei un artista o un artigiano? Ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram