Una visita allo studio italiano di Averil Stuart-Head

Qualche tempo fa, una Textile and Fiber Artist neozelandese, Averil Stuart-Head, che ha cominciato a seguire e apprezzare il nostro blog e magazine fino dagli inizi, ha commentato un articolo nella sezione  italiana del blog. Aveva scoperto che la nostra sede italiana (No Serial Number Italia) è vicina al suo studio, a Introdacqua, in Abruzzo, a poca distanza da Sulmona. Abbiamo preso un appuntamento con lei per quando fosse tornata in Italia, per vedere dal vero alcune opere e concordare un articolo dedicato a lei in una delle prossime uscite del Magazine.

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Il suo studio italiano, come quello di ogni artista, è colmo all’inverosimile delle sue materie prime. Nel caso di Averil – Eva, in Italia, per semplificare i problemi di pronuncia – sono tessuti di ogni tipo, merletti antichi recuperati nei mercatini, quadri appesi alle pareti in una confusione creativa. In questo periodo, Averil li sta organizzando in vista del ritorno definitivo in patria: dopo tanti anni ha deciso di lasciare questo rifugio.

Approfittiamo dunque per osservare da vicino alcune sue opere: sono incredibili lavori di pazienza, risultato della particolare mescolanza di tecniche diverse che Averil abbina in modo straordinario e che le hanno valso nel 2007 la partecipazione alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze.

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Si riconosce il cucito a macchina, utilizzato per combinare le parti di tessuto diverso, il ricamo eseguito a mano per i particolari, in alcuni casi il trasferimento di immagini su tessuto, la tintura naturale e la stampa vegetale. Insomma un mix unico di tessuti e tecniche con cui Averil costruisce paesaggi e figure, come nel caso del ritratto dei suoi vicini di casa, intenti ai lavori nel giardino, o del ritratto di tre figure maschili che chiacchierano su una panchina, con lo scorcio di Sulmona sullo sfondo.

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Sul suo tavolo da lavoro al piano di sopra (a Introdacqua, come nella maggior parte degli altri paesi dell’Abruzzo montano, ci sono scale dappertutto, per sfruttare il dislivello del territorio), c’è un nuovo pannello in attesa. La sezione del pannello cui sta lavorando è ben tesa sul classico telaio tondo in legno di faggio da ricamo, ago filo e ditale sono appoggiati su un lato in attesa che Averil riprenda a dare i punti sapienti che contribuiranno a definire le varie zone del pannello in cui domina il blu indaco.

SI mette volentieri al lavoro per noi, mente continuiamo a parlare e scopriamo che, fino ad oggi, per parecchi anni, ha suddiviso le sue passioni, il tessuto e il feltro, tra Italia e Nuova Zelanda, riservando i lavori in lana ai periodi neozelandesi.

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Insomma lana – rigorosamente merino – in patria e tessuti (denim, seta, cotone, merletti ecc., nella maggior parte dei casi recuperati sulle bancarelle) in Italia. Ci racconta divertita che, in realtà, se intravede in una matassa di lana la possibilità di un utilizzo creativo, non disdegna di comprare in Italia per spedire in Nuova Zelanda.

Una volta tornata definitivamente in Nuova Zelanda e riorganizzato l’atelier per accogliere i materiali in arrivo dall’Italia, potrà riprendere il lavoro e dedicarci un nuovo progetto su tessuto che pubblicheremo nell’uscita di marzo 2017. Da non perdere!

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Entra in contatto con Averil tramite il Website, il suo Etsy shop e Facebook.


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