Architettura e lavoro: Il Villaggio Leumann

Viali alberati, una piccola chiesa circondata da 59 villini, ognuno col proprio giardino, decorazioni, alberi e profumo di fiori: appare così, il villaggio Leumann, una piccola isola incantata all’interno della città di Collegno, nella periferia di Torino.

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In effetti, si respira un clima sereno e un profumo di natura camminando per i viali del quartiere, come se quegli edifici inaspettati stessero attendendo proprio noi visitatori curiosi, per mostrare la loro storia.

È veramente sorprendente pensare che questo scenario calmo e ordinato, così simile al set di un film, abbia ospitato il cotonificio Leumann, una delle industrie tessili più importanti d’Italia tra ‘800 e ‘900.

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Napoleone Leumann credeva fermamente che uno stile di vita sostenibile e sereno avrebbe aiutato gli operai a stare meglio, sia psicologicamente sia fisicamente: li avrebbe resi più disponibili verso il loro lavoro, ma soprattutto, più produttivi.

A tale scopo fece costruire, attorno al suo cotonificio, un villaggio operaio che potesse essere completamente autonomo, ma anche esteticamente bello: riteneva fondamentale che la vita quotidiana potesse essere vissuta piacevolmente.

Le case in stile Liberty, create dall’architetto Pietro Fenoglio, sono costruite in laterizio; la vernice color legno e i tetti spioventi donano al tutto un aspetto fiabesco. Insieme agli appartamenti degli operai furono costruite le strutture per le cure mediche e per le necessità primarie, e Leumann non trascurò nemmeno le attività legate all’intrattenimento.

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Uno spaccio alimentare, un asilo dove poter lasciare i bambini durante il lavoro, la chiesa, il teatro, la scuola elementare per l’istruzione dei lavoratori e il centro per anziani sorgevano attorno ai vari settori della fabbrica, che occupavano solo un terzo dello spazio dedicato alla vita quotidiana.

“Molti di noi hanno imparato a leggere grazie a questa scuola” dice il signor Franco, uno dei pochi abitanti originari rimasti nel villaggio e membro dell’associazione “Amici del Villaggio Leumann”

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“Ogni casa, circa 65 mq, aveva un bagno interno. Incredibile per quei tempi! Quattro famiglie condividevano lo spazio in assoluta indipendenza con la possibilità di curare un proprio orto. Ognuno aveva una stufa, la legna veniva distribuita gratuitamente e la manutenzione dei camini era a carico dei dirigenti”. E’ ancora il signor Franco a raccontare!

Un luogo che doveva apparire come un’isola vivace, esteticamente bella e sempre in movimento.

giardino degli alberi tintori mosaico dei bambini

Oggi il villaggio Leumann, insieme a quelli di Crespi d’Adda (BG) e di Schio (VC), è testimonianza di uno dei più importanti villaggi industriali italiani e di un uomo che ha fatto il possibile per creare delle condizioni di vita sostenibili in uno periodo storico difficile, con tante piccole attenzioni che hanno fatto sì che l’industria tessile di Leumann producesse meno scarti di qualunque altra, rendendola una delle aziende italiane più importanti del ‘900 con diversi riconoscimenti a livello internazionale.

Testo e Foto di Emma Pallotta

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