Alice nello stand delle meraviglie

Un’idea creativa quando arriva, arriva, di solito nei momenti più impensati, e bisogna sempre essere pronti a coglierla al volo.

Questo è proprio ciò che ha saputo fare Alice, in arte La Petite Poule, quando alcuni anni fa era ferma ad aspettare il suo ragazzo in una stazione ferroviaria. Un tappo di legno di una bobina dei cavi elettrici, abbandonato al suo destino a pochi passi dai binari, catturò la sua attenzione.

Quell’oggetto insignificante ai più aveva invece qualcosa da dire ad Alice, anche se ancora non sapeva cosa esattamente. Era affascinata da quella forma rotonda, così perfetta.

Decise di portarlo a casa e tenerlo da parte fino all’arrivo della geniale illuminazione che, prontamente, arrivò!

Cosa poteva essere associato a quel cerchio, a quella grossa forma tondeggiante fatta di legno? Pensa che ti ripensa, Alice vide un grande orologio davanti a sé. Un segnatempo decisamente non da tavolo, doveva essere per forza di cose diverso dal solito, eccentrico, fuori dagli schemi e delle righe.

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Le associazioni d’immagini sono fondamentali nell’atto creativo, così le vennero in mente alcune vecchie tazzine colorate che aveva trovato in un mercatino dell’usato. Quel servizio da tè avrebbe cambiato vita, non più utile per decorare una merenda tra amici, da quel momento in poi sarebbe stato usato per scandire il tempo. Orologio, tazzine da tè ed Alice (sembra quasi di trovarsi nel romanzo di Lewis Carroll): il gioco era fatto, anzi no, lo stravagante orologio era fatto!

Abbiamo incontrato Alice nel suo stand delle meraviglie a Fa’ la cosa giusta 2016, a Milano, in mezzo ad oggetti in cui il legno giocava inusuali abbinamenti insieme ad altri materiali, il tutto basandosi sulla regola del riciclo e del riuso. Il legno la fa da padrone, è decisamente il materiale che Alice preferisce lavorare. Prima di tutto perché il famoso tappo della bobina era proprio di legno, poi come lei stessa ci dice “Perchè è un materiale con cui ci si può confrontare bene.” Ma l’amore per questo materiale ha radici antiche, si basa anche sul fatto che suo nonno ha lavorato per tanti anni come falegname in una celebre ditta brianzola di mobili ed arredamento design e lui le ha saputo tramandare tanti trucchi del mestiere.

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Ecco quindi vecchie cornici recuperate sempre nei mercatini dell’usato che Alice decora con stoffe di recupero che diventano vassoi con due posate, saldamente ancorate al legno, come manici, oppure sempre cornici con stoffe a cui Alice elimina il vetro e applica un vecchio gancio di un attaccapanni. E ancora legno che fa da base per vasi da fiore ricavati da grosse provette o bottiglie.

Una ragazza davvero creativa questa Petite Poule. D’altronde si è diplomata in scenografia all’Accademia di Brera, ha poi seguito un corso di arredamento allo IED di Milano, e poi è stata presa a lavorare in vari stage, ovviamente sottopagata o non pagata del tutto, così ha deciso di cambiare la sua vita. “Ho iniziato a lavorare per studi d’architettura e case di produzione, ma erano sempre stage non pagati o pagati pochissimo e lavori di breve durata, così mi sono stancata e ho deciso di intraprendere una cosa che fosse solo mia e che mi desse soddisfazione, e da qui è nato il mio marchio”.

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E’ triste constatare come nel nostro paese lo sfruttamento professionale sia sempre più radicato … Ma è segno di speranza la nuova voglia di riscatto dei giovani creativi italiani. Lunga vita al Made in Italy, a quello etico naturalmente!

Testo e foto di Eletta Revelli

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