Alberi (e dintorni imprevisti)

Qualche tempo fa, raccontavo come alcuni libri ‘impossibili’, ad una ricerca accurata, siano divenuti possibili.

Il primo è Nel cuore della foresta di Roger Deakin. Lo sto leggendo nella traduzione italiana, lentamente, cercando di immergermi nelle situazioni, nei racconti e nei paesaggi (spesso ricorrendo a Google maps per collocare nello spazio i luoghi, riuscendoci quando si tratta di zone vicini a centri abitati, senza esito quando l’indicazione è un toponimo locale, vicino a un fiume, ad una fonte o a un bosco, accontentandomi in questi casi di una collocazione approssimativa).

E’ un libro che offre molto: l’autore quasi si confonde nella natura, la conosce e la racconta da vicino, fin dalla prima formazione sul campo ai tempi della scuola, senza peraltro limitarsi alla natura. I sentieri che percorre lo portano a ragionare di alberi ma anche di manufatti, di boschi ma anche di costruzioni, di piante ma anche di altri libri.

Si scopre un mondo … ad ogni pagina ci sono tante informazioni e tanti spunti per altre ricerche e per collegare cose in apparenza lontane.

Una pagina in particolare mi ha incuriosito. La pagina 28, interamente dedicata alla matita.

 

Eccone alcuni passaggi:

Spesso capita di trovare la penna perfetta e portarsela dappertutto finche un giorno si perde. Ma niente è universalmente affidabile e sempre a portata di mano come una matita. Cosa c’è di più semplice? Ho vissuto buona parte della vita con una matita all’orecchio, sia per prendere le misure dei mobili, tagliare tavole e mortase (incastro usato in falegnameria, ndr.), sia per sottolineare e annotare il testo mentre leggevo. Scrivo spesso a matita; si adatta al mio temperamento sperimentatore. Mi permette di abbozzare rapidamente le idee prima di procedere alla loro definizione a inchiostro. E’ stato il mio primo strumento di scrittura … so che non supererò mai l’età della matita … La matita è un intimo ed essenziale connubio tra legno e grafite, come un osso col midollo. La grafite viene estratta dalle miniere di una collina di Cumberland, a Borrowdale, 13 km a sud di Keswick. … Il padre di tutte le matite però è il libocedro delle foreste dell’Oregon, albero dalla fine tessitura e dalla crescita lenta. Può raggiungere 43 metri di altezza, e il suo tronco un metro e mezzo di diametro, quanto basta per produrre il legno per 150.000 matite ….”

La pagina è molto più lunga, naturalmente: ho riportato le parti che mi sono sembrate più interessanti per i collegamenti che se ne possono trarre, partendo dai due materiali che hanno portato alla nascita della matita, la grafite e il legno.

Il minerale è stato individuato per la prima volta nel 1565, proprio nella località cui fa riferimento l’autore. Dunque è una scoperta relativamente ‘recente’. Naturalmente è presente anche in molti altri luoghi in giro per il mondo, anche in alcune valli tra Piemonte e Liguria.

Dunque il nome matita non è altro che ciò che è rimasto del nome completo in latino lapis haematites  (haematites deriva dal sostantivo greco che significa sangue: αἷμα –ματος, al pari di ematico, emostatico, ecc.): “pietra di ematite (un ossido di ferro)”, utilizzata per disegnare prima che fosse introdotto l’uso della grafite.

Poi c’è il legno che costituisce la guaina della matita. In particolare il legno del libocedro, ossia del Calocedrus decurrens, cedro della California o cedro dell’incenso per il particolare profumo che emana, una conifera nativa dell’America settentrionale.

Ecco, così l’autore è tornato a parlare di alberi e, in particolare, di questa conifera, di cui sinceramente non avevo mai sentito parlare.

Mi sembra impossibile che sia l’unico legno utilizzato per fabbricare matite!

Sotto la voce matita, nell’Enciclopedia Treccani online, trovo citati altri legni usati comunemente per la fabbricazione delle matite: cedro rosso d’America, ginepro, ontano e tiglio. Probabilmente ce ne sono anche altri!

Come dire, non si finisce mai di imparare e dalla pagina di un libro si possono dipanare tanti fili che portano a scoprire cose alle quali non abbiamo mai pensato. Complice il web, oggi è più facile ricercare informazioni e averle a disposizione in pochi secondi su uno schermo. Fa parte delle trasformazioni in atto in tutti i campi, compreso quello della scrittura.

Proprio per questa via mi ricordo, di quando, nei primi anni di scuola, si usava esclusivamente la matita per scrivere, mentre la penna – rossa – era destinata esclusivamente alla maestra per le correzioni! (le foto sono tratte da un mio quaderno decisamente vintage!)

E a proposito di scuola, sempre tramite una ricerca online, scopro un libro che ha come protagonista una matita, anzi no: un ragazzo matita!

Tra alberi, boschi, minerali e matite, credo di aver trovato il prossimo libro da leggere ai nipotini!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi – No Serial Number


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