Alberi, altri alberi e poi, ancora alberi … (parte seconda)

La mappa che sto tracciando  (in realtà, in questo momento è un pila di libri che cambiano continuamente l’ordine perché trovare un ordine alla mappa che tento di costruire non è affatto facile) riprende da un libro che non c’è!

O meglio, il libro c’è, ma sapere dove sia è finito nel continuo andirivieni di letture e riletture è praticamente impossibile. Anche perché le sue dimensioni sono molto ridotte e per questo tende facilmente a mimetizzarsi. Per questo, fisicamente, non c’è.

Niente paura, oggi c’è rimedio anche all’assenza fisica di un libro: con una rapida ricerca online ne trovo una versione in Pdf !

Anno della prima pubblicazione, 1953. Casa Editrice italiana:  Salani editore. Autore: Jean Giono. Tempo della storia: dal 1910 al 1947.

Trentasette anni di eventi cruciali per il mondo che nel racconto rimangono in sordina. Perché il mondo è raccontato da un’altra prospettiva, completamente diversa. La prospettiva di un incontro fortuito, in un territorio desolato e quasi desertificato (in Francia), tra il narratore e il pastore Elzéard Bouffier che nei suoi vagabondaggi pianta migliaia e migliaia di ghiande, lasciandole agire sotto terra e fidando nel fatto che di molte migliaia alcune sicuramente germoglieranno e diventeranno querce.

In un panorama di eventi catastrofici, egli guarda in prospettiva, lasciando dietro di sé un territorio completamente rigenerato dove grazie al suo intervento tutto è ritornato verde, gli alberi sono cresciuti e l’equilibrio naturale si è ristabilito.

Non male, per un racconto breve che l’autore ha scritto con l’obiettivo ‘di rendere piacevoli gli alberi, o meglio, rendere piacevole piantare gli alberi’.  E’ solo una favola ma il suo significato va ben oltre la creazione letteraria.

Come dire, in Colpi di scure e sensi di colpa si legge la realtà, in questo breve racconto la forza dell’utopia. Sappiamo qual è la realtà ma vogliamo aggrapparci alla forza dell’utopia e della natura. Perché in realtà se la rispettiamo, se impariamo a conoscerla e osservarla a tutti è possibile comprendere la forza che sprigiona da una ghianda!

A questo punto, la costruzione della mappa può continuare con un libro ‘didattico’.

Anche questo è in casa da tempo immemorabile: da quando le bambine erano piccole, si trascorrevano le domeniche in campagna dai nonni (c’erano tanti ulivi, castagni, querce, fichi, noccioli! Che nostalgia!) e si acquistavano libri ‘mirati’.

I libri sono tutti qui e, in un modo o nell’altro, hanno contribuito alla nostra formazione, anzi li utilizziamo anche per la nuova generazione.

Il titolo: L’albero, orologio delle stagioni. L’originale: in lingua francese, Edizioni Gallimard (1985). In italiano: Edizioni E. Elle (nella collana Un libro per sapere). Autore: Gaud Morel (testo), Sylvaine Pérols (illustrazioni).

Innumerevoli edizioni in tutte le lingue perché racconta l’albero in modo semplice, con belle illustrazioni, seguendone l’evoluzione stagione dopo stagione e si conclude con una filastrocca.  Non è più in catalogo, ma con una rapida ricerca online si può trovare ancora!

Oppure chissà, lo avete anche voi in casa?

Comincio a pensare che questa mappa sarà descritta in tante puntate, perché mentre faccio ricerche, trovo il libro con la copertina che vedete nella foto qui sotto! Si può non desiderare un libro così?

 

TESTO: ROSA ROSSI – NO SERIAL NUMBER


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