Aglio: km di strada riciclati ad hoc

Prendi una coppia, una ex educatrice e un ex operaio, aggiungi tante biciclette, ottieni così un Aglio

Il nome scelto da Eva e Alessandro per la loro attività, non c’entra proprio nulla con ciò che fanno, non producono infatti oggetti artigianali partendo da questi bulbi. La loro idea era quella di avere un nome che non svelasse nulla della loro arte e la scelta cadde così su un vecchio soprannome di Alessandro.

Per scoprire il mistero del loro attuale lavoro, dobbiamo tornare indietro di sette anni quando entrambi avevano un posto di lavoro e Alessandro, nel tempo libero, si dedicava alla sua grande passione: la bicicletta. Nel garage di casa, da tempo, aggiustava vecchie bici degli anni cinquanta, sessanta e settanta, di amici e conoscenti che sapevano che a Imola c’era questo appassionato dalle mani d’oro.

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E così, aggiusta questa, aggiusta quella, negli anni il garage di casa sua era diventato un vero e proprio mercato di pezzi di ricambio: “Cosa me ne faccio di tutto questo materiale? E’ inutile tenerlo fermo in garage!”. Si diceva Alessandro. E così un giorno, gli venne l’idea! Perché non trasformare i pezzi di ricambio in accessori di abbigliamento? Prese uno dei tanti copertoni di bicicletta impolverati che giacevano nel garage e lo trasformò, aggiungendo una fibbia, in una cintura.

Eva apprezzò l’idea originale e giocò a sua volta un altro pezzo da novanta: cucendo un copertone e della stoffa, produsse la prima borsa. Da quel momento, iniziarono a frequentare i mercatini dell’artigianato e pian piano abbandonarono i loro posti di lavoro per dedicarsi sempre più al riciclo creativo dei materiali ciclistici.

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Anche a me piace moltissimo cucire borse, nel mio caso però si tratta di borse di stoffa, ero quindi molto curiosa di sapere come fosse lavorare la gomma. “E’ praticamente identica al cuoio, anche se un pochino più gommosa da tagliare”, mi ha spiegato Eva quando l’ho incontrata a Fa’ la cosa giusta 2016, a Milano.

Sul loro banchetto, però, non c’erano solo cinture e borse (queste ultime negli anni si sono diversificate con l’introduzione nella lavorazione delle cinture di sicurezza delle automobili), ma comparivano anche bracciali, orecchini e addirittura specchi ed orologi.

 

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La bigiotteria è fatta con gli ingranaggi delle catene o con piccoli scarti di copertone. I pezzi di arredamento, novità assoluta di cui Eva è molto orgogliosa, sono davvero degni di nota: da una parte gli specchi, costruiti intorno a una gomma (che può essere sia di bicicletta ma anche di carrozzelle per portatori di handicap o carrelli merci) che diventa così un’originalissima cornice. Sotto al vetro, per dare spessore, ci sono uno strato di poliuretano espanso e uno di legno, ricoperti di stoffe di riciclo di vecchi campionari.

Appesi alle pareti, invece, un tripudio di orologi costruiti con dischi dei freni, corone di biciclette e motociclette, dalle diverse forme e colori, questi ultimi dovuti a sottili gommine antiscivolo colorate che si usano nelle piscine (Alessandro ha lavorato anche nella manutenzione di queste vasche e ha recuperato alcuni materiali di scarto ai quali ha prontamente trovato una nuova vita).

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Se sei un amante delle due ruote, non puoi farti sfuggire Aglio: avere sul muro di casa un orologio o uno specchio fatto con la ruota di una tua bicicletta o una moto del passato, non è davvero da tutti!

di Eletta Revelli

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