A proposito di stampa vegetale: NATURAlmente carta.

Il mondo della stampa vegetale è un mondo fatto di sperimentazioni e di incontri. Chi lo sperimenta, al di là dei primi risultati, difficilmente lo lascia. Non solo: attrae persone che provengono da esperienze artigianali diverse. Così è accaduto a Carla Arnò. Nel 2007, insieme a Cecilia Rinaldi, ha fondato Feltrocreativo, e il loro team è diventato un punto di riferimento nel centro Italia per chi ha voglia di sperimentare e imparare a lavorare il feltro e il nunofeltro. Alcuni anni dopo, proprio perché la sperimentazione chiama sperimentazione, Carla Arnò ha partecipato a un corso di stampa vegetale tenuto da Irit Dulman in Toscana (a Magliano, nel 20012). Un incontro come questo può provocare un vero terremoto: è quel che è accaduto a Carla. Il fascino della tecnica l’ha portata a percorrere altre strade e a sperimentare altri materiali, come ci racconta in questo articolo e nelle foto che lo accompagnano.

Si può sviluppare una dipendenza da una tecnica che si incontra durante un workshop? A me è capitato con l’ecoprint, durante un corso tenuto da Irit Dulman. Ne sono rimasta affascinata. Ho cominciato a fare esperimenti e prove, ho ottenuto fallimenti e successi. Ho creato infine una vera e propria “dipendenza” dalla quale è difficile uscire. Oggi, dopo tanta pratica ed esperienza, sempre con Cecilia, oltre ai corsi di feltro, teniamo corsi di ecoprint su vari tipi di tessuto e su carta. Recentemente, si è tenuto un corso a Roma e, in questa occasione la natura è stata molto generosa.

Perché, in realtà la protagonista indiscussa di ogni corso di ecoprint è la natura (e la sorpresa: non si può mai essere sicuri dei risultati tante sono le variabili in gioco!). Le foglie sono state raccolte in città, nelle vicinanze della mia abitazione, dove c’è un parco e molti spazi verdi. Da quando ho questa passione, la mia testa è sempre rivolta in alto, verso gli alberi, alla continua ricerca di qualche foglia.

In alcuni casi so che una pianta è tintoria, ma non l’ho ancora mai incontrata, in altri casi, mi piace sperimentare qualcosa che non ho mai provato prima. Spesso, anche quando sono alla guida, specialmente in zone nuove, i miei occhi sono attratti dal verde, e mi accade di fermarmi più e più volte per osservare da vicino qualche foglia che risulta essere interessante.

Ormai osservo qualsiasi rametto o pianticella con occhi completamente diversi, apprezzando maggiormente le piccole cose. Mi rendo conto in questo modo che, anche in città, si ricomincia a guardare con più interesse la natura e questo continuo osservazione porta, prima di ogni altra cosa, a conoscere e riconoscere alberi, arbusti, erbacce e fiori.

 

E’ l’effetto della passione per la stampa vegetale: il primo passo è procurarsi il materiale necessario e l’unico modo per farlo è quello di cercare, raccogliere e sperimentare. In cosa consiste questa tecnica? In pratica è un modo alternativo di stampa: le foglie sono disposte a contatto diretto sulla carta, collocata poi tra lastre di ferro. Il pacco ottenuto, legato saldamente, viene fatto cuocere.

Durante questa fase le foglie rilasciano il loro pigmento. In questo modo, alla fine del processo, l’impronta dei materiali vegetali rimane stampata sulla carta, con una tavolozza di colori incredibili. Questo il potere delle piante tintorie! Di fondamentale importanza è la scelta della carta, scelta in base a quello che si vuole realizzare. In genere il primo parametro per la scelta della carta è il suo spessore e la grammatura. Quella più utile per la nostra tecnica è la carta da acquerello, realizzata in cotone 100% perché ha un assorbimento omogeneo e un’ottima stabilità. Oltre a questi aspetti tecnici, la scelta della carta dipende anche dal gusto personale. Generalmente, uso la carta da 200g o da 300g.

Nulla vieta però di usare qualsiasi altro tipo di carta, non ultima ad esempio quella da forno. Sì anche la carta da forno può essere stampata: mi piace molto stamparla e utilizzarla per realizzare le buste per impacchettare i miei lavori. L’intero processo prevede anche una fase iniziale di mordenzantura (ammollo delle carte e delle foglie in un bagno di aceto o acetato di ferro o allume), una successiva fase di asciugatura su carta assorbente per poi procedere con la disposizione del materiale vegetale sui fogli di carta scelti.

La fase della scelta e della disposizione è quella propriamente creativa: si creano dei veri e propri quadri, arricchiti senz’altro dai profumi che sprigionano le foglie, i fiori, le radici, le cortecce e talvolta anche le spezie. Il bello di questa tecnica consiste anche nel poter sovrapporre tanti fogli tra loro, intervallati con le foglie e ottenere così, in una unica bollitura, tanti e tanti biglietti di forme e colori diversi.

Le possibilità di utilizzare questi nostri capolavori, complice la natura, sono infinite e dipendono, anche in questo caso, dalla fantasia creativa dei singoli: biglietti di ogni tipo, biglietti di auguri, inviti a cerimonie, partecipazioni, carta da lettere, cartoline, segnalibri, piccoli diari di viaggio, biglietti con dediche o tante altre soluzioni innovative. Naturalmente, quando una persona partecipa a un corso, deve sapere che corre un grande rischio: sviluppare, a sua volta, dipendenza!

Durante il corso abbiamo usato, tra l’altro: aesculus indica, casuarina, liquidambar,  felce,  prunus, silver dollar, foglia di noce, cercis siliquastrum (o albero di Giuda), eucalipto, felce, foglie di rosa, rosmarino.

TESTO E FOTO: Carla Arnò


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