A lezione da Aracne

Questa lezione di Franca Fantuzzi risale al 2016. Ho ‘riscoperto’ il testo e le foto mentre cercavo un’immagine per integrare un articolo recente dedicato alla tessitura tradizionale, nato a seguito della lettura di un libro ormai datato che racconta una storia dei primi del Novecento. Franca – Aracne – è una tessitrice, Si colloca quindi nel numero delle persone che, armate di telaio, di filati e di tanta passione, realizzano una forma di resistenza alla moda attuale recuperando e rinnovando un’attività fondamentale fino a un secolo fa. Poi è arrivata la moda usa e getta, a basso costo per chi compra, a un costo altissimo per l’ambiente e per i lavoratori (nella maggior parte dei casi situati in mondi lontani di cui sappiamo poco e niente e, quindi, facilmente ‘oscurati’). 

Nel 2016, quando ci è venuta a trovare, abbiamo ambientato la ‘lezione’ in una delle due case vacanze che costituiscono Al borgo antico – Navelli, Il fienile che racconta un’altra storia tradizionale, quella del lavoro dei campi nell’Abruzzo montano, a Navelli e nella sua piana, nei tempi in cui per arrivare in cima al paese non c’erano strade percorribili in macchina.

La tela che tesse il ragno per intrappolare le sue prede, per chi ama osservare la natura, è uno spettacolo imperdibile: impalpabile e tecnicamente perfetta, collega tra loro rami e rametti anche per un’estensione notevole rispetto alla bestiolina che la realizza. 

Voi direte, cosa c’entra questa storia con quella di Franca Fantuzzi? C’entra perché il nome d’arte che si è scelta Franca è Il Mondo di Aracne. E chi altri era Aracne se non una bellissima ragazza che osò sfidare la dea Atena con la sua abilità al telaio? Al punto che Atena la trasformò in un ragno e, in questa sua nuova veste, ella continuò a esercitare la sua magnifica arte della tessitura. Non c’è modo di risalire alle origini di questo mito ma, sicuramente, affonda le radici nella centralità assoluta del telaio e della tessitura nella quotidianità del vivere, per millenni e fino a un centinaio di anni fa. Poi sono subentrate le macchine industriali. 

Franca, come Aracne, ha fatto della tessitura, il suo lavoro e la sua passione, sfidando non una dea ma il mondo contemporaneo, fatto di tessuti industriali e, nella maggior parte dei casi, di filati sintetici, e scegliendo, per farlo, un centralissimo quartiere romano, Ostiense. 

Un giorno, in ottobre, ci viene a trovare: è abituata alle trasferte con i suoi strumenti di lavoro perfettamente organizzati nel vano della macchina per realizzare corsi dovunque si formi un piccolo gruppo di appassionate discepole. E’ facilitata in questo campito dai telai che usa, realizzati da Giorgio Simonella (Fb G.S.Looms) che, sulla base di una conoscenza profonda dei telai tradizionali e delle tecniche svedesi, è diventato un punto di riferimento per il mondo dei tessitori e delle tessitrici italiane e si è reso complice di un rinnovamento profondo delle loro attrezzature.

L’idea è documentare il progetto, dal disegno su carta al prodotto finito in modo che una foto dopo l’altra, l’intero processo sia illustrato chiaramente e rende immediatamente evidente il risultato di questo lavoro di grande pazienza e abilità tecnica.

Fasi inziali (dal progetto alla preparazione dell’ordito):

  1. 1. Scelta dei filati per una stola: lana merinos extrafine Zegna by Baruffa.
  2. 2. Tipo di lavorazione: tecnica tedesca che risale al 18° da lavorare con un telaio manuale a 8 licci
  3. 3. Telaio utilizzato: Cristina da 50 cm di G.S.Looms 
  4. 4. Strumenti del mestiere: orditoio, spole, metro, forbici, righello, matite colorate, fogli di carta quadrettata da 4 mm.
  5. 5. Scelta del pettine (tra un corredo di più pettini) in base alla ‘riduzione’ del pettine, ossia al numero dei fili per 1 cm di tessuto: il filato scelto per il progetto è a due capi quindi saranno necessari 8 fili per cm (= riduzione 8). 
  6. 6. Preparazione dell’ordito: per un capo di 40 cm di larghezza e 190 cm di lunghezza (+ 60 cm di scarto) è necessario preparare un ordito di 320 fili della lunghezza di 250 cm.

Fasi di lavorazione:

  1. 1. Montaggio dell’ordito sul subbio posteriore (che si avvolge per tutta la sua lunghezza).
  2. 2. Rimettaggio, ossia inserimento dei fili dell’ordito nelle maglie dei licci, secondo il progetto su carta).
  3. 3. Inserimento dei fili dell’ordito nel pettine.
  4. 4. Legatura dei fili dell’ordito al subbio anteriore (o pettorale) sul quale si arrotolerà il lavoro realizzato.
  5. 5. Tessitura: dopo qualche passaggio di tela di scarto, si procede seguendo il disegno fino alla lunghezza desiderata.
  6. 6. Il capo finito, realizzato secondo il progetto: un capo unico, come tutti i capi realizzati da Franca/Aracne.

Raggiunta la lunghezza desiderata, si procede allo smontaggio, al lavaggio, alla stiratura e, come ultimo passaggio alla rifinitura. 

(La lezione si è svolta alla fine di ottobre, la stagione della raccolta dello zafferano, la coltivazione tipica di Navelli. E’ impossibile ripartire senza un’incursione in casa di un produttore per osservare questa meraviglia! Arriviamo giusto in tempo per immortalare i preziosi fili pronti per essere messi al calore della brace per essere seccati e conservati)

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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